venerdì 5 giugno 2009

Chiedersi perché è già un inizio...


Firenze, 2 giu. (Apcom) - "Estenderemo la presenza dei militari nelle varie città". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, intervenendo ad una iniziativa elettorale del Pdl a Firenze, durante la quale ha spiegato che sull'impegno degli uomini delle forze armate per la sicurezza delle città "andiamo avanti così". "Abbiamo delle forze armate brave nel peacekeeping - ha detto - e questo ci richiede una disponibilità di 30mila uomini a causa del turn over: ce ne rimangono 70mila, li abbiamo usati a Napoli per l'emergenza rifiuti, li abbiamo messi a difendere le discariche, a difendere il sito dove sarebbe stato costruito il termovalorizzatore, e poi sono stati usati per la sicurezza nelle città". Secondo Berlusconi "l'esperimento è stato gradito sia dai militari che dalle popolazioni", e quindi può essere opportuno ripeterlo "laddove vi sia una carenza di forze dell'ordine".


Mi preoccupa sempre un po' sentire parlare di militari, si tratti di "sicurezza" o di "missioni di pace". Sì, uso volutamente le virgolette. Sarò controcorrente, ma a me questa parola, militari, fa sempre paura. E non si tratta di mancanza di senso di patria perché se non ne avessi, non sentirei il bisogno di scrivere quassù. Probabilmente sono solo cresciuto elaborando diversamente il significato di questo concetto. E sinceramente mi sento in salvo per questo. La mia pancia un po' meno. Salvo dalle strumentalizzazioni dei significati, di cui conservo impressa la vera accezione, ma comunque imprigionato fra le bestemmie mediatiche.

"L'esperimento è stato gradito sia dai militari (non avevo dubbi) che dalle popolazioni (dato quantomeno da mettere in discussione)". Ora, tralascio il dibattito sulla reale esigenza di impiegare militari per le questioni sopra riportate ma la parola "esperimento" mi da da pensare. Voglio dire, siamo sicuri che non si sia trattato solo di una prova per prenderci il polso? Il fatto che non vi siano state aperte manifestazione di protesta non significa che l'iniziativa sia stata gradita. Sarà un caso, ma ogni qualvolta si viva un momento di crisi, non solo economica, come quella in cui soggiorniamo, lentamente e timidamente iniziano a riaffacciarsi i militari nel ruolo di campioni della giustizia. Giustizia, ci tengo a sottolinearlo, che cambia obiettivi in base al tormentone giornalistico, allarmista e distraente della settimana. Le strade calpestate dai militari non sono più sicure, sono solo più controllate. E, ancora, le strade sprovviste di un esercito non sono fuori controllo, sono libere, semplicemente. Non sottovaluto il tema della sicurezza, non oserei mai negare che abbiamo bisogno di qualcuno, un organismo, che tuteli la legge. Il fatto è che c'è già. Ma allora perchè diventano così "indispensabili" i militari?

"[...] laddove vi sia una carenza di forze dell'ordine". Da queste parole potrebbe facilmente intendersi che si tratta di una saggia manovra per sopperire alle mancanze, dovute anche alla criminalità dilagante ed in continua crescita (parlamento escluso, as usual). Potrebbe iniziare uno spontaneo plauso unanime di riconoscenza ma... riavvolgimento della bobina... guardate qua e poi magari qua. I tagli ci sono stati e le forze dell'ordine hanno manifestato. Le notizie sono state riportate, è vero, ma nessuno ha mai chiesto perchè. Perchè tagliare fondi alla pubblica sicurezza e poi servirsi dei militari che, per chi non ne avesse la certezza, non hanno mai lavorato gratis? Perchè finanziare le grottesche ronde? La gente manifesta e, a breve, saranno i militari a "contenere" le proteste. Abbiamo già visto di cosa sia capace un corpo almeno teoricamente apolitico, se manovrato da chi apolitico non è. Ora ci saranno i militari...

Chiedamoci il perchè delle cose, mettiamole in discussione, prima che lo faccia la pancia.
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