
"[...] Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."
Antonio Gramsci "La Città futura" - 11 febbraio 1917
La cosa che mi spaventa oggi è un'altra: cosa succederà dopo? Dopo aver sventrato la Costituzione a colpi di lodi rimane ben poco. Mi spaventa il fatto che chiunque, dotato di saggio egoismo, potrebbe approfittarne. Qualcuno ancora crede nel PD (o PDmenoelle che dir si voglia). Franceschini si candida via web — mi fa sorridere che si accorgano ora dell'esistenza di internet — e dice che punterà sui giovani. Ma io credo che adesso sia tardi dire "punterò sui giovani" e pensare di cavarsela. Come possiamo fidarci di chi non ha saputo urlare contro le ingiustizie varate in Parlamento, che allo stesso tempo non ha voluto ascoltare le urla, le nostre urla per richiamare l'attenzione ― non la loro ma quella della politica in genere — e che ha saputo tirare fuori le palle, ma solo un pochino, solo adesso sulla scia della moltitudine. Per non perdere la faccia e recuperare qualche punto, tutto qua. In un post precedente ho parlato dei voti sul ddl sicurezza, bene: tutti continuano a parlare dei "21 dell'opposizione" che hanno deciso a favore del Lodo Alfano ma se consideriamo la segretezza del voto potrebbe anche essere accaduto che non tutta la maggioranza ― se ne salverà qualcuno, su! ― abbia votato a favore e che un po' più di 21 deputati facenti parte dell'altro miscuglio politico abbiano contribuito a legalizzare questo abuso.
C'è che non mi fido più. Non mi fido dell'indifferenza di chi resta comodamente seduto su una poltrona, che sia in un parlamento o dentro alla sala di casa sua. Neanche posso fidarmi della stampa che solo ora sembra aver capito quale sia il suo ruolo, tardi, alla fine. Non mi fido di chi pubblica un articolo de El Pais, con foto di Villa Certosa annesse, su facebook ignorando le infinite potenzialità di questo strumento ma facendolo solo perchè fa moda. Gli stessi che poi torneranno ad occuparsi dei gruppi del "Quelli che". Quelli che... se non fanno niente fanno comunque qualcosa: lasciano spazio a qualcun altro. Ecco cosa importa oggi, ecco cosa ci hanno lasciato in eredità, intorno al buco culturale. Ci hanno dato gli strumenti ma non ci hanno insegnato ad utilizzarli. Lo sapevano che ci saremmo limitati a stare seduti e ad ammirare. Sempre sgranando gli occhi ma davanti alle cose sbagliate. Fortuna che qualche autodidatta ci sarà sempre.






