"Questo è un momento molto critico per noi che ci stiamo occupando molto seriamente di cambiare il sistema di assistenza sanitaria. Noi siamo vicini all'approvazione di questa riforma, come mai è successo prima. Questo significa che ci sono in gioco interessi particolari e alcuni dei rappresentanti al Congresso stanno tirando fuori tutto quello che possono per fermarci. E perciò io voglio essere sicuro che tutti voi blogger e tutti i vostri lettori sentano da me, direttamente, e dal mio team, cosa sta succedendo. Ci sono 46milioni di persone che sono senza assistenza sanitaria, ci sono tre milioni di cittadini per cui i costi sanitari stanno diventando insostenibili. I politici che si difendono non facendo niente, stanno difendendo l'indifendibile. D'altra parte, chi si è opposto alla riforma, non ha saputo proporre alternative sensate. Una delle cose che so e che i blog sono i migliori a sgonfiare i miti che possono scivolare tra le righe dei media tradizionali. Ed è per questo che voi giocherete un ruolo fondamentale per il nostro successo nelle prossime settimane"
Discorso di Obama ai bloggers - Estratto da L'Unità
Contrattacco all'opposizione repubblicana. Non entrerò nel merito della questione americana, nè parlerò della a mio parere esagerata santificazione di Obama. Nessuno nega che si tratti di un tentativo per guadagnare maggior fiducia. Ma nessuno può negare, però, che allo stesso tempo sia un rischio per chi pronuncia queste parole. Rischio di essere messo a nudo che, se corso, conferisce comunque un certo valore. Sono parole sagge, di chi ha capito che i mezzi di comunicazione, soprattutto oggi, sono vitali per la politica. La rete è un mezzo di comunicazione attivo a differenza di giornali o televisione, i quali si fanno leggere o ascoltare ma non permettono un contraddittorio, per così dire, e che tra l'altro stanno perdendo la forza di combattere e quindi la lucidità. Questo è uno dei problemi fondamentali del nostro paese. Siamo assuefatti dai mezzi passivi e Berlusconi questo l'ha capito. Ecco perchè li tiene stretti, i suoi mezzi, e prova (e riesce) a tenersi stretti anche quelli che suoi non sono. Ecco perchè nasce la necessità di mettere un bavaglio alla rete. Perchè la rete non perdona: qualsiasi menzogna è destinata ad essere colpita e affondata. La rivoluzione, silenziosa e immensa allo stesso tempo, è già in atto. Questione di tempo.

Oggi, 14 luglio 2009, primo sciopero dei blogger. Silenzio su internet, tutto tace. È uno sciopero contro il Lodo Alfano, contro questa mordacchia anticostituzionale che verrà imposta ai blogger e a chiunque voglia servirsi della rete per diffondere l'informazione, alimento di cui l'uomo dovrebbe liberamente potersi cibare.
Credo sia un'ottima iniziativa questa di scioperare contro una legge così palesemente aberrante. Si tratta di uno strumento democratico, lo sciopero, e vista la ubicazione originale scelta, anche di una nuova maniera di porsi contro questa illegalità in espansione. La cosa che mi fa riflettere è un'altra: partendo dal presupposto che questa legge impone una museruola alla libera informazione, perchè non fare uno sciopero in cui, anzichè tacere, tutti i blogger, come un grido all'unisono, parlino solo di questo decreto, analizzandone i punti, ai fini di sensibilizzare ancora di più? Sarebbe un po' come fare il loro gioco, quello dei cattivi. Perchè i cattivi esistono e ci governano. Oppure scimmiottano un'opposizione, salvo pochi ghettizzati. Se n'è già parlato a lungo, è vero, ma sembra non essere sufficiente. Sarà il mio modo di scioperare sul blog. Detto questo, ripropongo alcuni link già indicati in precedenza.
Il testo integrale, su cui potrete imbattervi in questa ghiotta estrapolazione...
Art. 15.(Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47).1. All’articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:a) dopo il terzo comma è inserito il seguente:«Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»e) dopo il quinto comma è inserito il seguente: «Della stessa procedura può avvalersi l’autore dell’offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta»
Inoltre trovo interessante informarsi presso chi davvero può darci una lettura super partes e competente.
Buono sciopero, con la pancia.