mercoledì 28 ottobre 2009

I tre dell’Ave Berlusca: Spinoso, Lupi, La Russa

Come spesso mi succede, non ho potuto fare a meno di pubblicare questo articolo che trovo meraviglioso. Si legge tutto d'un fiato.
Buona lettura


di Andrea Scanzi - Tratto da Il Criminoso

Buongiorno. Vi scrivo dal confino malesiano. Sono stato spedito a Kuala Lumpur dal governo. Adesso vivo al trentasettesimo piano di un grattacielo abitato da terroristi del Borneo che si cibano di bacche mefitiche. L’Esecutivo mi ha – giustamente – punito dopo che è spuntato un video, girato da quattro carabinieri albini, in cui mi si vedeva vagamente preso durante una seduta di trampling estremo con Mara Carfagna. La Carfagna, per l’occasione, indossava delle babbucce con tacco 12. Era una cosa molto cool, ma Berlusconi non ha apprezzato l’esibizione.
Uffa.
Ho così ricevuto una telefonata da Giulio Tremonti. Aveva la erre così moscia che mi sono addormentato come un bambino toccato dal palmo della mano di Jean-Baptiste Adamsberg (questa è carina: lo so, io leggo Fred Vargas e voi no. Voi leggete solo Scalfari. E si vede: siete tristi). Giulio mi ha accusato di mille nefandezze. Avevano fatto ricerche su di me, frugando negli archivi di MicroMega. Si è così scoperto che a 12 anni ho rubato un’Uni Posca e che a 20 mi ero iscritto a un Fan Club dei Negrita: inaccettabile (cit). Credevo di avere già scontato questi errori, frequentando nelle sale stampa Piero Valesio, ma Tremonti – per quanto, generoso, mi abbia concesso tale attenuante – non ha potuto esimersi dal comminare la condanna. Cioè il confino (cioè la villeggiatura, cit).
Ed eccomi qua. In Malesia. A mangiare ‘sto Nasi Lemak che nella forma ricorda vagamente il profilo di Daniele Capezzone.
Va be’, nessun dramma. La vita avanti, meglio ancora senza voi.
In queste settimane non è successo molto. Luigi Amicone ospite a Porta a Porta, Ciccio Rutelli via dal Pd (VAMOS), Andreas Seppi che perde con Jan Hajek. Cose che fanno bene alla vita (soprattutto la terza).
Ho poi scorto tre fari all’orizzonte. Tre fari nella notte, ancore a cui aggrapparsi quando c’è bonaccia. A essi, adesso, guardo. E naufragare mi è dolce in questo mare (cit).

Anna Spinoso va alla guerra

Ieri avevano Spinoza, oggi Spinoso: Annalisa Spinoso. La giornalista che ha vergato i testi sontuosi per accompagnare l’epico pedinamento del giudice Raimondo Mesiano.
annalisa_spinoso_mesianoSe n’è parlato poco, perfino dalle vostre parti (quelle dell’opposizione eversiva), asserendo che “in fondo è solo una precaria” e “ha solo eseguito gli ordini”. Che siete esecrabili, lo si capisce anche da questo: tutti gli under 45 sono precari nel giornalismo italiano e la teoria dell’ “ha eseguito gli ordini” era la scusa usata dai nazisti. Se vuoi fare il giornalista, o hai un minimo di nerbo o tanto vale abbonarsi a Super Tennis.
Lady Spinoso, va da sé, è una che ha coraggio e nulla teme. E’ lei la nuova Fallaci. Non fa sconti, non accetta pressioni. Ce lo spiega proprio lei in questa pagina. Nella foto sorride, affabile. Il caschetto biondo, l’espressione di chi a scuola non ti passava il compito neanche se morivi e quando facevi sciopero era la prima a entrare in classe (“Io mica son come loro, professoressa. Anzi verrei volontaria all’interrogazione, umilmente s’intende”).
Nella pagina, Lady Spinoso si racconta. La sua è una biografia impegnativa, ponderosa. Neanche Quartullo una roba così. L’esordio è di quelli impegnativi: “Finalmente sono qua!” (già, finalmente). Poi un’ammissione: “Dopo qualche difficoltà con l’esame di inglese” (figurati per quello di italiano), “sono riuscita a passare la selezione per il praticantato” (e noi tutti siam grati all’esaminatore).
Proseguiamo. “Tra qualche mese potrò definirmi giornalista…che MERAVIGLIA!” (Wow, che MERAVIGLIA!: a proposito, diffidate da quelli che usano i puntini di sospensione e i punti esclamativi come se piovesse. E’ quasi sempre gente che non conosce la distinzione tra scrivere e comporre un sms).
Ancora: “Mi dicono (chi? Brachino? La D’Urso? Pio Pompa?) che è buona cosa scrivere nel curriculum vitae (in corsivo: certa gente è attentissima alla formattazione, forse per tentare di celare le lacune su forma e contenuto) qualche informazione sulla mia… vita” (ahahhahahahah, ha fatto la battuta. E ha ancora usato i punti di sospensione. Perché uno deve scrivere come se vivesse sempre dentro un orgasmo?).
Ancora: “Mi stupisco anche io quando penso che da sei anni ho sempre la stessa idea: fare la giornalista” (mi stupisco anch’io).
Ancora: “Amo la satira, in tv poi è il massimo” (certo, infatti in tivù la satira neanche c’è. Cosa guarda ogni giorno la Spinoso, Nuvolari Channel?).
Ancora: “Ma ho sempre lavorato (come tutti, a parte Sgarbi)… (puntini di sospensione, guai se mancano) mi piace essere un tipo indipendente! (e si vede (!!!!!) ).
Infine: “Oggi sono una giornalista praticante e mi piacerebbe tanto realizzare i miei sogni”. Ce l’hai fatta, Annalisa. Sei la dimostrazione che l’american dream, nei secoli, ha cambiato paese e fattezze. E’ emigrato in Italia, dove vive – pure lui – di poche pretese.

Brachino ciucciagli il calzino
Tanti hanno parlato del pedinamento del giudice Mesiano, con la solita sterile propensione all’esagerazione bolscevica: rischio democratico, abuso di potere, intimidazioni mafiose. Bla bla bla, che palle che siete.
Il servizio mandato in onda da Mattino5 è in realtà un saggio letterario. Un capolavoro di prosa. Un punto di non ritorno della lingua italiana.
Cosa mostri il video lo sappiamo. Ma nessuno ha dedicato analoga attenzione al testo. Alla parola, che magicamente da scritta si fa suono. Mantra. Verbo orale. In una parola (anzi due): Spinoso RuleZ.
Ne sia fatta una seria esegesi.

1) Spinoso RuleZ
(parte una musica dei Red Hot Chili Peppers che era già vecchia quando l’hanno incisa. A proposito, diffidate anche da chi ascolta i Red Hot. Sono persone che nascondono qualcosa, come gli astemi e le mani di Silvan. I Red Hot sono tutto o niente, cerchiobottisti: insidiosissimi, perché melliflui e finto rivoluzionari.
Va be’, sticazzi con i Red Hot. Torniamo a Lei, ad Annalisa. Pochi attimi e la Spinoso ci elettrizza con la sua prosa che non fa sconti a nessuno. Daje Anna). “Sono passate poco più di 24 ore da quando con la sua sentenza ha condannato la Fininvest (cioè loro) a pagare uno dei risarcimenti più alti della storia giudiziaria d’Italia. 750 milioni di euro in favore della Cir di Carlo De Benedetti (questa è la premessa di default, che Brachino gli ha detto di inserire all’inizio, altrimenti la casalinga di Voghera non avrebbe capito una mazza di quel servizio – neanche dopo averlo visto, ma non state lì a grattugiare ogni volta gli zebedei).

2) La passeggiata eversiva del Giudice
Ed ECCOLO in giro per Milano, il giudice Raimondo Mesiano (e già qui uno capisce che i giudici sono eversivi: addirittura vanno in giro. Che insolenza, di questi tempi, andare in giro. Che maleducazione. Che oscenità. Vergognosi che non sono altro). Nel suo weekend lontano dalle scartoffie (“o” chiusa, che tradisce le origini della Poetessa) dei tribunali e dagli impegni istituzionali, sveste la toga (e certo: andare in giro con la toga sarebbe sì stato un po’ stravagante) e si cala nei panni di comune cittadino (anche questa sarebbe cosa normale, ma il tono di Lady Spinoso è perennemente tendenzioso. Una la ascolta e pensa: cazzo, ma questo Mesiano ADDIRITTURA si cala nei panni di comune cittadino? Ma allora è proprio un farabutto. L’intento – il sottotesto – è quello). Certo, non di cittadino qualunque (ah ecco, lo dicevo io che questo qua nascondeva qualcosa). Alle sue stravaganze (quali?), in realtà, siamo ormai abituati (ma anche no). Passeggia l’uomo Raimondo Mesiano (passeggia? PASSEGGIA? Ma come osa, questo furfante? PASSEGGIA? Questa toga rossa PASSEGGIA? Questo disonesto schifoso??? Vergogna) per le strade milanesi.

3) Avanti e indietro, avanti e indietro (addirittura)
Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia, attende il turno (e rispetta pure la fila: proprio imbecille, sì). E’ impaziente, non riesce a stare fermo (davvero un criminale: non riesce a stare fermo). Avanti e indietro (oddio, Annalisa, camminare in alto e in basso sarebbe più difficile, dovresti essere o un canguro o un venusiano con la labirintite. Ma se lo dici tu, io mi fido). Si ferma, aspira la sua sigaretta (che magari è pure uno spinello, eh Antonella? Dai che lo hai pensato, su). E poi ancora: avanti e indietro (è pure recidivo, Mesiano). Forse non sa ancora che il CSM lo sta promuovendo con un bel 7, che per un magistrato equivale a un 30 e lode universitario (tendenzioso mode on: Mesiano è stato promosso perché ha bastonato Berlusconi. Ma Lady Spinoso è INDIPENDENTE, ce lo ha già detto). Insomma, il massimo dei voti (a cui Lady Spinoso è abituata, inglese a parte). E un bell’aumento di stipendio. Lui va avanti e indietro (pronunciato con fare teatrale, recitato, enfatico: “avaaaanti e indieeeetro”. Scandito. Brava, questa Annalisa. Mi ricorda Mariangela Melato quella volta che era malata e non si presentò a teatro). Aaavaaanti e indieeeetro (proprio gli piace, questa cosa dell’avanti e indietro: ma se Mesiano disgraziatamente starnutiva, la Spinoso che faceva? Lo accusava di diffondere l’influenza A per infettare gli elettori del centrodestra?). Si rilassa solo al momento di barba e capelli (comprensibile: se avesse camminato avanti e indietro anche durante il taglio, il barbiere lo avrebbe conciato peggio di Edward Mani di Forbice).

4) La tolettatura del Calzino Turchese
Finita la toilette (termine che si suole usare coi cani), continua la sua passeggiata. Due sole volte si sofferma: una al semaforo (ed è un peccato. Non si fosse fermato a) un tram lo avrebbe messo sotto, b) la Spinoso avrebbe avuto lo scoop 3) ci sarebbe un magistrato “mentalmente disturbato e antropologicamente diverso” in meno) e l’altra a pochi metri dal passaggio pedonale, per accendere l’ennesima sigaretta della mattina (pure tabagista, Mesiano. Davvero un ergastolano. Che per caso fosse anche uno dei membri della Banda della Magliana, con Crispino e Renatino?). Come se fosse uno spot all’incontrario (???? Ma che dici, Lady Spinoso???).
Prima di uscire dal nostro campo visivo, ci regala un’altra stranezza (un’altra? Addirittura? Non bastavano camminare, fumare, rispettare i semafori e sedersi dal barbiere? Sei irrecuperabile, Mesiano). Guardatelo (guardiamolo) seduto su una panchina (atto di per sé eversivo: di solito una panchina la si brucia, magari con sopra un barbone o un omosessuale). Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese (di cui si è ampiamente parlato. Io lo ricorderò volentieri, se non altro è stata l’ultima non mossa di Franceschini), di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare (ahahahah, ha rifatto la battuta, quella mattacchiona della Spinoso. Che sagoma).

5) Conclusione:
“Quelle mandate in onda su Canale 5 sono riprese parziali. Io non sono come mi hanno descritto. Ho anche io una vita normale come tutti: faccio festini nelle mie ville, vado a puttane e organizzo orge con minorenni” (Carina, vero? Sì, ma purtroppo non è di Lady Spinoso. E’ di quel deviato di Daniele Luttazzi).


Guarda arrivano i Lupi (sulla democrazia addormentata)

E’ cosa nota come io ami, quasi fisicamente, Maurizio Lupi. Mi piace quella sua espressione increspata, di chi ha annusato i propri calzini rimanendone un po’ deluso. Adoro quella pettinatura passata sopra una pressa di bitume, ammiro quella fisionomia quadrata unicamente interrotta – nella sua perfezione geometrica – da orecchie fieramente a punta. Protese verso il cielo come dardi nello spazio celeste (o turchese).
on-maurizio-lupi-pdl-300x225Ecco: le orecchie di Maurizio Lupi sono dardi. Dardi verso il cielo. Arcobaleni d’amore. Io li vedo. E ne godo.
Lupi è un grande. Un grande vero. Dei droidi berlusconiani, è forse il più curioso. Gli altri interrompono, parlano sopra. Puah, che banalità plebea. Lupi no: lui alza il braccio (destro), dice “Sì lo so, hai ragione” (quindi ti dimostra che è democratico), poi però aggiunge “Però lasciami finire”.
E parla mezzora.
Lupi è un interruttore altrui, ma dai modi garbati. Più che uno squadrista, è una garbata staffetta che si fa saltare in aria sul fronte nemico (e prima del botto ti sorride).
Uomo aduso (?) a frequentare la milizia nemica, è spesso ad Annozero, contenitore di persone (?) con cui non berrei neanche un bicchiere di Cedrata guatemalteca (ah già, dimenticavo. Qui in Malesia non c’è: me la mandi, Amicone?).
Giovedì scorso, Lupi è riuscito a innervosire Marco Travaglio, risultato che nel centrodestra vale più del Parco della Vittoria a Monopoli.
Si effettui, ora, la solita (seria) esegesi. Abbacinandoci innanzi al fieri cipiglio dell’Homo Lupi.

1. Travaglio come Mengele
“Visto ovviamente che… dopo l’intervento del…. Ehhhh…. L’intervento del Dottor Travaglio (quando stanno per bastonarti, di solito ti chiamano “Dottore”: in questo modo la supposta fa male lo stesso, però è foderata d’oro e non crea allergie) qualcosa sarebbe accaduto perchéééé…..Io…. guardi (scrolla la testa, sconvolto dalla bruttezza del conclave a cui è stato costretto a partecipare) penso ovviamente (ovviamente, eh) il male possibile (si dice “tutto il male possibile”, Maurizio, ma te la perdono) del Dottor Travaglio (un’introduzione moderata, dai) ma non pensavo fosse anche irresponsabile. (Pausa satura di gravosità: c’è tensione nell’aria). Perché dire le cose che ha detto il Dottor Travaglio (lo sta insultando manco fosse Mengele, però lo chiama sempre Dottore) qui oggi stasera (domani dopodomani e nell’immensità eterna) che non sono vere del riciclaggio del reato di mafia è da ir-re-spon-sa-bi-li (Travaglio interviene: che palle che sei, Travaglio. E poi sei pure astemio. Meriteresti il confino anche tu). Lei guardi, lei guardi (sì, lui guarda: ora però vai avanti), non solo è irresponsabile, ma dice sempre bugie (dote notissima di Travaglio: dire bugie. Lo sanno tutti) e ha fatto la sua fama sulle menzogne che dice. Però, siccome io non ho avuto la possibilità di interromperla perché lei fa la sua solita predica che nessuno può interromperla, almeno ascolti… NO! (vai Lupi, va: incazzati e sfascia tutto)… Io sono disponibile sempre (come no), mi metto a un confronto, a un dibattito anche siamo in cinque contro uno quattro contro uno (cioè ad Annozero: malizioso, il Lupi. Così ti voglio. Stendili tutti, man. Spettinalo, quel borioso di Santoro). Non mi interessa, perché credo nemenemenelle (nelle) miei idee. Lei invece ha sempre la sua solita fortuna, cioè per cui (???) lei è sempre protetto (sì, soprattutto dalla Rai) chissà perché è il Santo Inquisitore. Comunque….a proposito di posto fisso, forse lei ha lottato per avere il posto fisso in questa trasmissione (certo: un posto fisso blindatissimo, sotto contratto e mai oggetto di polemiche o censure)”.

2) Homo Homini Lupi
Qui Lupi legge cose a caso, di cui peraltro ignora il significato. E’ l’oblio, il sonno, la catarsi.
Al minuto tre, Travaglio prova a intervenire. L’Homo Lupi rincara la dose e dà il meglio di sé.
“A lei (Travaglio) non gliene frega niente, a me interessa! Perché avendo scritto – grazie, lei è molto gentile (non si sa chi stesse parlando, forse parlava da solo e ringraziava se stesso) – avendo scritto avendo approvato quella legge (lo scudo fiscale), io le garantisco che non avrei mai approvato – a lei può fregargliene o meno (Lupi ama gli incisi, è il suo amabile vezzo: c’è chi fuma e chi parla per incisi, chi siete voi per irriderlo?) – una legge che permetteva ai mafiosi ai riciclaggi (gesticola) a quelli a tutti quelli (ahi, si sta inceppando il droide) che lei ha citato di poter utilizzare questo strumento. Anzi, l’orgoglio con cui ho approvato questa legge è che finalmente – non so perché non l’han fatto gli altri (eh, chissà perché) – finalmente eeeeinizia (?) ad esserci una lotta all’evasione fiscale DURA (ahahahahahhahaha) secisicisise (si: è facile, Maurizio. “Si”, senza accento) insedia una task-force contro l’evasione fiscale, è lo strumento è lo strumento (effetto eco) in accordo con gli altri paesi per poter fare questo. E un’ultima cosa, mi permetta (certo che ti permetto, diamine. Che fai, scherzi? Mica sono Santoro). Lei (Travaglio) è talmente cinico che tutto quello che noi abbiam visto all’inizio della trasmissione non gliene interessa assolutamente nulla”.

3) Lupi è un uomo libero (la battuta del secolo)
Al minuto nove c’è l’acme della polemica. Qui Lupi sembra accusare una sincope, svolge lo sguardo al cielo. Panico tra i presenti: no, niente, era solo un’interpretazione di Vercingetorige, re degli Alterni, di fronte al patibolo e al cospetto di Giulio Cesare.
Quindi l’epilogo, giacché tutto finisce (tranne Berlusconi).
“Ovviamente lei, che si ritiene il più laico dei laici (Travaglio è cattolico), è peggio dei più grandi clericali che esistano a questo mondo. E’ veramente il peggio che abbia mai visto (e alè, in punta di fioretto). Ma detto questo (cioè trattare una persona alla stregua di Pol Pot), no no detto questo (sì ma mica ti ho interrotto: con chi ce l’hai? Stai calmo, Maurizio. Io ti voglio bene) vorrei che vorrei (vorrei che fosse lei, cit) che lei evitasse come ha fatto all’inizio di di poi (addio, è andato anche lui: ce ne fosse UNO che regge sino alla fine. E sì che con Lupi ci avevo sperato) di iniziare la trasmissione parlando di De Benedetti di Omnitel eccetera (eccetera)”.
Lupi si inabissa poi in un elogio di Mediolanum, ovviamente non per interesse personale. Infatti, incalzato dall’inaccettabile (Dottor) Travaglio, l’Homo Lupi esala la battuta del secolo: “La differenza tra me e lei è che io non devo difendere nessuno (ahahahahahahahhahaha: IDOLO), lei deve difendere se stesso attraverso questa caricatura che si è fatto. Ma ogni tanto può anche essere diverso? Può pensare che davanti a lei ha persone che credono in ideali (ahahahahahah), in valori (ahahahahah), che pensano che la politica sia mettersi al servizio (ahahahahahahahah) della gente comune? Mi dispiace. Io vivo la vita in questo modo e la responsabilità che ho la esercito in questo modo. Ed è per questo che lei (il Dottor Travaglio) quando mi trova ha la coda di paglia. E si spaventa (ahahahahahahhahahaha). Ehhhhhhhhhhhhhhh”.
Ehhhhhhhhhhhhhhhhhh.
P.S. Il titolo del paragrafo è una (semi) citazione da Ivan Graziani. Mi tocca dirvelo, perché oltre a Vecchioni non siete mai andati (e si vede).

Insalata La Russa

3745934975_249dc20e88_mIgnazio La Russa non è semplicemente un uomo. E’ l’ologramma di Dick Cheney, un Donald Rumsfeld all’amatriciana. Un generale senza guerra. In questa dolorosa condizione, straniante, che ne ha fatalmente eroso le corde vocali, Egli vive e lotta insieme a noi. Di ciò siamo a Lui grati.
L’ho avvistato ieri a Ballarò, con la mia Parabola montata su un koala scampato alla pena di morte a Singapore. E’ stato uno spettacolo straordinario (La Russa, non il koala). Ignazio è stato fieramente guerreggiante, trovando negli studi di Floris la sua trincea. Ed è stata mitraglia.
Se ne analizzi la virulenza.

1) Sognando Fazio
(minuto 3.05 del reperto. La Russa è paonazzo, trasfigurato in uno sdegno incurabile. Il pizzetto, di per sé diabolico, si trasfigura pure lui. La laringe, di per sé diabolica, si trasfigura pure lei. Lo si dica: è l’Armageddon. La porta di Satanasso si è aperta. E noi, tremebondi, la stiamo osservando). “Ma lei (Floris) ha il dovere di intervenire quando qualcuno (Concita De Gregorio) dice una cosa palesemente falsa! No no no Fazio non si permetta! (veramente sarebbe Floris). Fazio… come cazzo si chiama? (vai tranquillo, Ignazio, parla come se tu fossi nella bettola sotto casa. Se ti scappa anche un ruttino, noi siam qua. Si sa, il rutto è virile). Floris, non Fazio (ah ecco). Fazio è molto meglio (su questo non avevo dubbi: Fazio è adorato dal centro-destra, lo sanno tutti tranne Michele Serra). Floris, lei ha il dovere di intervenire quando qualcuno… ehhh (eh cosa? Perché ti sei fermato sul più bello, Ignazio?) Eh no, Floris. FLORIS. Floris eheh (eheh), non Fazio. Ha ragione, è un’altra trasmissione, molto migliore (eddai: ma tu guarda come Fazio tira nel centrodestra. Strano, eh?).”.
La De Gregorio finisce il ragionamento. Poi riprende La Russa. Vai Dick Russa. “Ma nooooo lei pensa che ci sia il bisogno che io intervenga? (oooh, finalmente una domanda retorica intelligente. Rispondo io: no, La Russa, non credo ce ne sia bisogno). Ci hanno raccontato che la colpa di tutto quello che è successo a Marrazzo, sapete di chi è? E’ colpa di Berlusconi! (applauso, ma un po’ timido: la claque si aspettava di meglio). Ce l’ha spiegato il direttore de L’Unità. Ma come, Berlusconi? Ha preso la notizia (di Marrazzo), non gliela doveva dare (a chi?), gli doveva lui (ehhh?) doveva costringere Berlusconi a denunziare (denunZiare, con la “z”. Chissà perché, quelli di An dicono “vi” e “denunziare”. Arcaismi del Ventennio, forse) lo poteva fare da solo (non ho capito NIENTE). Allora anziché (la De Gregorio, comunista e donna, interviene: gli effetti saranno devastanti), scusa direttore, non ho nessuna stima delle cose che hai detto (e torna a fare la calza, femmina)”.

E’ un mondo bellissimo. Quasi quasi resto qua in Malesia.

E ora scusate, ma prima di chiedere l’amicizia ad Annalisa Spinoso su Facebook, salgo a cavalcioni su un’upupa viaggiatrice; rapisco Ciccio Rutelli e la Palombelli, li lego e li iscrivo alle liste di collocamento del Popolo della Libertà. Sia mai che il virus si insinui anche lì. Come una svista. Come una distrazione. Come un dovere (cit).

mercoledì 21 ottobre 2009

Propaganda: se la conosci la eviti


Ho trovato questo articolo girovagando in rete, su Facebook lo ammetto. Però, come faccio sempre e come si dovrebbe fare, sono andato alla fonte, per leggere da lì l'articolo. L'ho trovato molto interessante ed illuminante. Ma l'ho anche trovato molto sconcertante e frustrante. Ti lascia l'amaro in bocca, misto a un senso di impotenza. Ma credo che debba essere letto. Qualcuno dirà che è lungo: io dico che era necessario. Ho avuto l'impulso di pubblicarlo, non potevo non farlo. Ma lo lascio giudicare a voi, eccolo.

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di Federico Povoleri - Tratto da Luogocomune




Che ci piaccia o no tutti, nessuno escluso, siamo condizionati dalla propaganda, e molto spesso quelle che consideriamo le nostre opinioni ci sono state in realtà costruite addosso da altri. I nostri atteggiamenti e il nostro modo di vedere le cose sono spesso il frutto di una manipolazione incessante, di cui non abbiamo alcuna percezione cosciente.

La propaganda non è, come molti credono, qualcosa di vago e indefinito, ma si tratta di una vera e propria scienza, con leggi e regole ben scandite. Un manuale di istruzioni, che applicato scrupolosamente fa girare il motore. Una guida che, seguita passo passo, fa ottenere le migliori prestazioni da quel motore.

E colui che ha scritto quel manuale, che viene scientificamente applicato a tutt'oggi, è considerato uno dei 100 uomini più influenti del XX secolo, anche se pochissimi lo conoscono.

Stiamo parlando di Edward Bernays, il nipote di Sigmund Freud emigrato a New York verso la fine del 1800. Di origine ebraica, Bernays fu amico di Franklin Roosevelt e della First Lady, ...

... nonostante Felix Frankfurter, giudice della Corte Suprema – anch’egli di origine austro-ebraica - lo accusasse di essere “un avvelenatore professionista dei cervelli della gente”.

Bernays è stato consulente dell'ufficio americano della propaganda durante la prima guerra mondiale, e ha dominato a lungo la scena della comunicazione in America. Le sue campagne sulla manipolazione dell'opinione pubblica ottennero sempre grandi successi, anche nei periodi di crisi come la grande depressione del 1929. Definito “il patriarca della persuasione occulta”, Bernays aveva compreso l'importanza dell'uso massiccio e spregiudicato dei media, che utilizzava per lanciare un prodotto, un candidato politico, o una causa sociale.

Nel 1933 Joseph Goebbels rivelò a un giornalista americano che il libro “Crystallizing Public Opinion”, pubblicato da Bernays nel 1923, fu utilizzato dai nazional-socialisti per le loro campagne politiche. I personaggi politici che hanno reputato indispensabili e fondamentali le tecniche sviluppate da Bernays abbracciano molte generazioni, e vanno da Adolf Hitler a George Bush, ma non solo; forse qualcuno si stupirà nell'apprendere che anche l'attuale presidente Barack Obama ha studiato a fondo l'opera di Edward Bernays.

L'innovazione fondamentale di Bernays può essere riassunta in questa sua affermazione: “Controlla le masse senza che esse lo sappiano”.

Inizialmente, Bernays studiò l'opera di Gustav Le Bon, “Psicologia delle folle”, pubblicata nel 1895. Opera di riferimento per molti uomini politici, fu meticolosamnete studiata anche da Lenin, Stalin, Hitler, e Mussolini. Quest’ultimo commentò: "Ho letto tutta l'opera di Le Bon e non so quante volte abbia riletto la sua Psicologia delle Folle. E' un'opera capitale alla quale ancora oggi spesso ritorno."

Cosa aveva rilevato Le Bon studiando le masse?

E' importante prima di tutto rilevare cosa intende Le Bon quando parla di “Folla Psicologica” al fine di non equivocare il termine “Folla” che ci fa pensare a un agglomerato di molte persone. Secondo Le Bon:

“... L'assottigliamento della personalità cosciente e l'orientamento dei sentimenti e dei pensieri in un medesimo senso, primi elementi di una folla in via di organizzarsi, non sempre implicano la presenza simultanea di parecchi individui in un solo punto. Migliaia di individui separati, in un dato momento, sotto l'influenza di violente emozioni - un grande avvenimento nazionale per esempio - possono acquistare i caratteri di una folla psicologica. Un qualunque caso che li riunisca basterà allora perché la loro condotta subito rivesta la forma particolare agli atti delle folle. In certe ore della storia, una mezza dozzina di uomini possono costituire una folla psicologica, mentre centinaia di individui riuniti accidentalmente potranno non costituirla.””

Ecco alcune considerazioni di Le Bon sulle folle:

“... l'illusione risulta essere più importante della realtà...”

“... nella storia l'apparenza ha sempre avuto un ruolo più importante della realtà". Le folle non si lasciano influenzare dai ragionamenti. Le folle sono colpite soprattutto da ciò che vi é di meravi-glioso nelle cose. Esse pensano per immagini, e queste immagini si succedono senza alcun legame.”


Secondo le Bon quindi, per la folla, l'inverosimile non esiste e uno dei caratteri che essa ha è l'eccessiva suggestionabilità.

“... La folla, per quanto neutra la si supponga, si trova spesso in uno stato di attenzione aspettante favorevole alla suggestione. La prima suggestione formulata s'impone, per contagio, a tutti i cer-velli, e stabilisce subito l'orientamento.”

Le Bon asserisce che non c'è differenza tra un celebre matematico e il suo calzolaio. Può esserci un abisso in termini intellettuali, ma quando essi facciano parte di una folla (una folla può essere composta anche da cinque persone, non è il numero che conta), agiranno nello stesso modo e reagiranno emotivamente e non più con la ragione. Si verifica cioè un appiattimento verso il basso, perchè la ragione e il raziocinio vengono totalmente eliminati dalla folla.

Edward Bernays in seguito ricombinò le idee di Le Bon e altri studiosi dell'argomento, come ad esempio Wilfred Trotter, con le teorie sulla psicologia elaborate dal celebre zio Freud, intuendo che la gente sarebbe stata sensibile a una manipolazione inconscia, basata sia sull'emotività, sia sull'uso massiccio di immagini simboliche.

Bernays intuì con grande anticipo la potenza delle nuove tecnologie della comunicazione di massa, e concluse che una manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle abitudini delle masse potesse svolgere un ruolo importante in una società democratica. Chi fosse stato in grado di padroneggiare questo dispositivo sociale - pensava Bernays – avrebbe costituito un potere invisibile capace di dirigere una nazione:

E' scioccante leggere le seguenti parole scritte nel 1929 da Bernays, perchè non sono soltanto il frutto di un'idea che si può condividere o meno; egli infatti dimostrò la realtà di tali affermazioni con le sue campagne, ed è per questo che i suoi servizi vennero richiesti da diversi politici e da svariate multinazionali, facendo dei suoi manuali la vera e propria Bibbia per tutte le generazioni future.

Dal libro “Propaganda” di Edward Bernays (1929) leggiamo:

"Quelli che manipolano il meccanismo nascosto della società costituiscono un governo invisibile che è il vero potere che controlla. Noi siamo governati, le nostre menti vengono plasmate, i nostri gusti vengono formati, le nostre idee sono quasi totalmente influenzate da uomini di cui non abbiamo mai nemmeno sentito parlare. Questo è il logico risultato del modo in cui la nostra società democratica è organizzata. Un vasto numero di esseri umani deve cooperare in questa maniera se si vuole vivere insieme come società che funziona in modo tranquillo. In quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico o negli affari o nella nostra condotta sociale o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone ...Coloro che hanno in mano questo meccanismo, costituiscono il vero potere esecutivo del paese."

Bernays applicò con tale successo le sue leggi da impressionare, come abbiamo detto, generazioni di uomini politici che studiarono meticolosamente la sua opera ma non solo; essendo considerato anche l'inventore delle relazioni pubbliche diede origine alla figura professionale dello Spin-Doctor e le regole da lui scritte vengono applicate oggi dalla politica alla pubblicità ad ogni ambito sociale e di comunicazione mediatica.

Una delle più famose campagne mediatiche intraprese da Bernays, che modificarono profondamente le opinioni e le credenze popolari, è diventato uno dei più tradizionali simboli dell’emancipazione femminile: la donna che fuma. Nel secolo scorso questo fu un atto di sfida e di affermazione della propria indipendenza verso una società benpensante, che non aveva alcuna intenzione di riconoscere alla donna la parità dei diritti.

Ben poche femministe sanno che quella del “diritto al fumo”, fino ad allora riservato ai soli uomini, non fu affatto una ribellione spontanea delle donne, ma il risultato di un'operazione mediatica su larga scala, concepita e orchestrata da Edward Bernays, che aveva ricevuto l'incarico dalla “American Tobacco Company”.

Nel 1929 Bernays organizzò a New York la fiaccolata della “brigata delle libertà”, durante la quale fece sfilare decine e decine di ragazze che fumavano ostentatamente di fronte ad un pubblico allibito. La stampa – previamente avvisata da Bernays - riportò l’episodio a nove colonne, suscitando nella nazione un enorme impatto emotivo: associando un concetto nobile come “Libertà” ad uno ribelle come “Brigata”, Bernays aveva creato un nuovo concetto che colpiva dritto al cuore l'immaginario popolare.

Migliaia di donne iniziarono a emulare le ragazze newyorchesi della sfilata; il messaggio era stato recepito chiaramente: “chi era anticonformista e indipendente non poteva non fumare”. In pochi mesi la Chesterfield triplicò le vendite, e molti anni dopo la Philip Morris, memore di quell'evento, sfruttò lo stesso concetto inventando il cowboy della Marlboro per pubblicizzare le sue sigarette. Per capire a fondo la portata di tale operazione non va dimenticato che anche nel nuovo millennio, nei paesi in via di sviluppo, la sigaretta continua ad essere l'emblema dell'emancipazione femminile.

Ma Bernays non si fermò qui; successivamente lavorò in collaborazione con l'AMA (Associazione Medici Americani), per produrre ricerche scientifiche che dimostrassero che il fumo fa bene alla salute. Perchè questo era stato deciso che venisse ufficializzato.

Da allora è diventata prassi per le multinazionali finanziare ricerche scientifiche al fine di confermare la bontà dei prodotti che progettano di vendere; a questo proposito Bernays suggeriva che vi fosse sempre una terza parte, indipendente, che garantisse la credibilità del prodotto o dell’immagine da promuovere.

Se ad esempio oggi la General Motors dicesse che il riscaldamento globale è una bufala inventata dagli ambientalisti, la gente avanzerebbe subito dei sospetti sulle motivazioni che la spingono a fare queste dichiarazioni, visto che la sua fortuna è costruita sulle automobili; se però un qualche istituto di ricerca indipendente, chiamato ad esempio “Alleanza per il clima globale”, pubblicasse un rapporto scientifico in cui si afferma che il riscaldamento globale è in realtà una storia inventata, la gente sarebbe già più confusa.

Ecco perchè Bernays mise in piedi una quantità impressionante di istituti e fondazioni, finanziati in segreto dalle stesse industrie i cui prodotti dovevano venirne valutati, per garantirne la qualità. Fu così che questi istituti sfornarono una moltitudine di rapporti scientifici, che poi la stampa rendeva pubblici, aiutando a creare l’immagine positiva del prodotto da lanciare.

Ecco una breve lista, a titolo di esempio, di istituti con nomi altisonanti

Temperature Research Foundation (Fondazione per lo studio delle temperature).
International Food Information Council (Consiglio internazionale per l’informazione alimentare).
Consumer Alert (Guardiani del consumatore).
The Advancement of Sound Science Coalition (Coalizione per la promozione di una solida scienza).
Air Hygiene Foundation (Fondazione per l’igiene ell’aria).
Industrial Health Federation (Federazione industriale della salute)
Manhattan Institute (Istituto Manhattan)
Center for Produce Quality (Centro per la qualità dei prodotti)
Tobacco Institute Research Council (Consiglio per l’istituto di ricerca del tabacco).
Cato Institute (Istituto Catone)
American Council on Science and Health (Consiglio americano per la scienza e la salute).
Global Climate Coalition (Coalizione per il clima globale)
Alliance for Better Foods (Alleanza per il miglioramento del cibo)


Un altro esempio è la tradizionane colazione americana con uova e bacon, che non è affatto una tradizione: fu un'altra creazione di Bernays, commissionata dai produttori di pancetta; pochi ricordano infatti che prima del 1924 in America si faceva colazione con toast e caffè; fu questa un'altra dimostrazione delle teorie freudiane applicate alla psicologia delle folle.

Bernays inoltre stupì, lasciando un segno permanente, il mondo degli affari statunitense, per la sua capacità di controllare l'opinione pubblica su larga scala quando, assieme a Lippman e su commissione del Presidente Woodrow Wilson, fece una campagna tesa a spingere l'opinione pubblica ad accettare l'entrata nella prima guerra mondiale, a fianco della Gran Bretagna, in un momento in cui la stragrande maggioranza del popolo americano era del tutto contraria al coinvolgimento bellico.

In soli sei mesi Bernays sovvertì completamente l'idea avversa della gente verso l'entrata in guerra, provocando una mastodontica ondata di isteria anti-tedesca, che impressionò profondamente (tra gli altri) anche Adolf Hitler, che sarebbe diventato un profondo conoscitore della sua opera.

Scrisse Bernays nel suo saggio “L'ingegneria del consenso” (1928):

“Se capisci i meccanismi e le logiche che regolano il comportamento di un gruppo, puoi controllare e irreggimentare le masse a tuo piacimento e a loro insaputa”

Le idee di Edward Bernays cambiarono il vecchio concetto che prevedeva:

Bisogni -> Politica/Industria/Finanza -> Soddisfazione dei Bisogni

Nel più articolato e antitetico:

Manipolazione dell'opinione pubblica - > Creazioni di Bisogni -> Politica/Industria/Finanza -> Controllo

Quella che segue è una lista di “credenze popolari” che sono state inculcate nelle masse utilizzando le tecniche di persuasione e controllo descritte da Bernays. Questo elenco di luoghi comuni, di cui riportiamo i più eclatanti, è apparso in uno studio pubblicato da Russ Kick:

  •  I medicinali ridanno la salute.
  •  La vaccinazione rende immuni.
  •  Gli americani sono le persone nello stato di salute migliore.
  •  La gravidanza è una condizione medica molto seria
  •  L'HIV è la causa dell' AIDS.
  •  Il fluoro nell'acqua dell'acquedotto protegge i tuoi denti.
  •  La vaccinazione anti-influenzale previene l'influenza.
  •  I dolori cronici sono una naturale conseguenza dell'età.
  •  La soia e la più salutare sorgente di proteine.
Per costruire queste illusioni sono stati spesi miliardi di dollari, grazie ai quali oggi milioni e milioni di persone la pensano allo stesso modo.

In “Trust Us, We're Experts” Stauber e Rampton hanno raccolto una serie di dati che descrivono la scienza della creazione dell'opinione pubblica in America. Ecco alcuni assiomi scaturiti dalla nuova scienza delle PR:

  •  La tecnologia è in se stessa una religione.
  •  Se la gente è incapace di formulare un pensiero razionale, la vera la democrazia è pericolosa.
  •  Le decisioni importanti dovrebbero essere lasciate agli esperti.
  •  Riformulando argomenti stai lontano dalla sostanza; crea delle immagini.
  •  Non affermare mai chiaramente un bugia dimostrabile.
Le parole stesse vengono selezionate in base al loro impatto emozionale, ma questo merita una trattazione a parte, perchè nelle nuove scienze delle PR sono entrate prepotentemente le tecniche di controllo mentale, che sfruttano le basi della psicologia e le linee guida di Bernays con le tecniche dell'illusionismo.

Immagine, simbologia, parole e perfino musica e suoni. Cinema e televisione hanno un potere enorme (esteso ora a tutta l'industria dell'intrattenimento, compreso i moderni videogiochi) in quanto hanno la capacità di ricombinare tra loro tutti questi elementi.

Sono molti gli esempi di uso politico del potere della musica, utilizzata come strumento psicologico di persuasione di massa. Non è un caso che durante la seconda guerra mondiale la BBC proibisse la messa in onda della musica di Wagner, utilizzata invece in modo mirato e massiccio dal nazismo, o che la sigla di apertura della nota emittente fossero le note basse che richiamavano la celebre apertura della Quinta di Beethoven.

A questo proposito è interessante leggere dal libro di Matteo Rampin: “Tecniche di controllo mentale”:

”...Secondo Adorno, la musica crea “Riflessi Condizionati” che riguardano l'inconscio. La musica da camera nel suo filone tedesco è legata alla “Forma Sonata”, tipica creazione della società normativa aristocratica e poi borghese, la cui componente agonistica (due temi musicali che si scontrano) deriva dalla struttura concorrenziale della società borghese: chi ascolta tale musica assimila inconsciamente queste strutture fondanti. Si codifica un modo di ascoltare musica classica disciplinato, senza battere i piedi, in silenzio assoluto, che è parte di una educazione alla “staticità”.

Se la musica produce un'educazione alla postura dei corpi, e una loro modificazione, è interessante chiedersi quali effetti avrà nel tempo l'abitudine contemporanea di ascoltare la musica in maniera autistica, mentre si lavora, si cammina, si studia, attraverso cuffie individuali e dispositivi portatili – un'altra possibilità di sottoporsi al bagno acustico ininterrotto che sembra essere il desiderio di molti”.


Sempre Rampin sottolinea come l'utilizzo del sistema “Sensorround” nel film “Terremoto” (di Mark Robson, 1974) abbia proposto frequenze inferiori a quelle percepibili dall'orecchio umano (16 Hertz), in modo da traumatizzare profondamente molti spettatori, senza che questi ne sapessero il motivo. La ragione è semplice, e viene spiegata in “Catastrophe, The end of the cinema” (Annan D. 1975): “una delle tecniche più utilizzate nella guerra psicologica e nel lavaggio del cervello era arrivata in aiuto al filone dei film catastrofici.”

Tornando al cinema e alla televisione, fu Eisenstein a sostenere che gli elementi di una singola ripresa possono essere pensati in modo matematico, al fine di produrre uno shock emozionale. Ed è indubbio, come afferma Rampin, che il cinema abbia modificato profondamente la cultura, la percezione, e probabilmente la struttura mentale di miliardi di individui, risultando in una visione della realtà che non è paragonabile a quella di chi ha vissuto senza essere esposto all'incantesimo del cinema.

E mentre un film dura circa due ore, la televisione è di fatto “continua”. J. Monaco ci ricorda infatti che l'elemento base della televisione è la serie:

“Non ci sintonizziamo per scoprire cosa succede (perchè in generale succedono sempre le stesse cose) ma per passare del tempo in compagnia dei personaggi. La maggioranza del pubblico non guarda uno spettacolo specifico ma guarda la televisione.

Esiste nel nostro spazio, nel nostro tempo, e diventa parte della nostra realtà, prosciuga la conversazione di una famiglia. Distrugge il tempo. Rimpiazza i genitori (o i figli), i mariti (o le mogli). Per molti di noi, vive al nostro posto.”


Quanto trattato finora è solo la punta di un immenso iceberg, nel quale ciascuna delle tematiche presentate meriterebbe una trattazione a parte. Lo scopo era semplicemente quello di sollecitare l’interesse verso il tema della propaganda, il cui studio approfondito resta il modo migliore per immunizzarsi, o perlomeno difendersi, dai suoi effetti più devastanti.

Potrebbe anche essere interessante, dopo aver letto il libro “Propaganda” di Edward Bernays, visitare il sito di Barack Obama, per verificare di persona come vi siano presenti, ed applicate con efficacia, tutte le sue regole più fondamentali.

lunedì 19 ottobre 2009

Siamo tutti Raimondo Mesiano - Anch'io ho il calzino turchese

Tratto da L'Antefatto



Solidarietà al giudice Mesiano

Molti magistrati da lunedì andranno a lavoro con i calzini turchesi in segno di solidarietà con il loro collega Raimondo Mesiano linciato da Canale5 per aver osato dare torto alla Fininvest. Facciamolo anche noi. Lasciate un messagio e mandateci le vostre foto con i calzini turchesi. Ecco come:

Blog
Sui commenti a questo post, postate il link al vostro blog o a una vostra risorsa in rete con una foto di un calzino nella tonalità del turchese-celeste.

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Dedicate almeno uno status di solidarietà usando: Anch'io ho il calzino turchese. L'Antefatto FB l'ha già fatto.

Twitter
Seguite l'esempio del nostro direttore, usando come trend topic #calzinoturchese e aggiungendo il link a questo post con la frase- Anch'io ho il calzino turchese -

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Uploadate una vostra foto con il calzino turchese-celeste, usando il tag - calzinoturchese - tutte le vostre foto le linkeremo qui.

Una selezione dei vostri messaggi e le vostre foto saranno pubblicate in questo blog e su Il Fatto Quotidiano nei prossimi giorni.


Articoli

Il Video


 

venerdì 9 ottobre 2009

Il Libro In Una Mano La Bomba Nell'Altra¹


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Non dimentichiamo che c'è la musica.
E con essa le parole dietro, a riassumere e riempire ad un tempo il mondo che non ci circonda più ma che ci stringe e che poi costringe. La musica, quella, non possono ucciderla. Ribelliamoci con la musica. Per prepararci. 
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Pochi giorni fa, frugando nel tubo, ho trovato questo video che m’ha dato più d’un brivido...
A suo tempo, avevo davvero cercato anch’io fra foto analoghe reperibili in rete...
Attenzione, Il libro non è una canzone astiosa,
siamo noi nello specchio
E’ una canzone d’amore.


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La macchina che guidi
guarda bene non è tua,
la paghi tutti i giorni
al fabbricante di liquame
che va a cena con i santi
che t’infilano le bombe nelle tasche.


E fanno guerre
che bruciano ragazzi come te
che cadono col sogno di proteggere un sogno
e in chiesa la gente che piange
fa largo e si stringe,
nel posto in prima fila
c’è sempre un governante
che tratta col mercante
che cena con i santi
che tirano le bombe
e tirano le somme
e il ciclo non si rompe,
la guerra non è santa,
ma noi stiamo arrivando…


Col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano…


Nel pane c’è il corpo,
nel vino c’è il sangue;
nell’oro il demonio,
nell’umiltà il santo…
nel pane c’è il corpo,
nel vino c’è il sangue;
nell’oro il demonio,
nell’umiltà il santo…


Scintilla un anello
di giallo metallo,
la mano pietosa
saluta il consiglio…
al polso gemelli
di rosso rubino,
su un abito bianco
di seta e di lino…
la porpora è un manto
di gloria e di vanto,
sul petto una croce
con sopra il suo santo…
“non m’immortalate!”
diceva il suo canto,
“non mi sbandierate!”,
gridava il suo pianto.


Nel pane c’è il corpo,
nel vino c’è il sangue;
che dio ci perdoni,
se stiamo pregando…


Col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano…
il libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano…


Abbiamo il fuoco,
abbiamo ragione.
saremo più grandi,
saremo più uniti,
saremo più forti
di chi ci ha colpiti…


Col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano,
la bomba nell’altra…
col libro in una mano…
la bomba nell’altra…
la bomba nell’altra…
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1) Il videoclip non è ufficiale. Facebook mi ha impedito di caricare il video comunicandomi gentilmente che è stato rimosso. I motivi rimangono misteriosamente occulti...

sabato 3 ottobre 2009

Silvio Story

da L'Unità

Ecco da dove potrete scaricare i Pdf della "storia" di Silvio Berlusconi. Un po' come una soap a puntate, un format a lui così vicino. Un viaggio che si fa una domanda su tutte: com'è diventato ciò che è oggi? Interessante, senza dubbio.
    Scarica cliccando sui link qui di seguito
Dalla 1ª all'8ª puntata
Dalla 9ª alla 16ª puntata